Absinthium Tattoo

«Io sono un dichiarato, un aperto, un irriducibile nemico della civiltà moderna. Questa sozza baldracca turpiloquente, vestita d'oro e ripiena di vermi, dov'ha toccato ha appestato».
Queste parole di Domenico Giuliotti, che hanno tutto il sapore di una dichiarazione di guerra potrebbero risultare un’epigrafe perfetta per chi si appresta a varcare la soglia dell’ Absinthium Tattoo. Un avamposto di stile in mezzo alla palude di abbrutimento e soffocante conformismo che ammorba questa città.
“Absinthium” che deriva dal greco, si traduce come “pianta senza diletto” ossia pianta sgradevole; siamo persuasi dell'idea che è meglio risultar sgradevoli piuttosto che accomodanti ed anonimi; sgradevoli per gli ignavi, per i mediocri.
Assenzio, la bevanda dei poeti maledetti, personaggi che avevano rotto i ponti con la loro società, che non accettavano, che non li comprendeva. Assenzio come tremenda sostanza alcolica, come via per accorciare la vita; assenzio come inebriante mezzo creativo; "Assenzio! Assenzio!» Shakespeare fa dire ad Amleto. Manet, padre dell'impressionismo, dipinge “Il bevitore di assenzio”, e “L'assenzio”è anche un quadro di Degas. Baudelaire, Verlaine, Rimbaud, i poeti "maledetti”, scrivevano perdendosi tra i sorsi del suo alcool.

Entrati qui dentro abbandonerete il mondo che attualmente vi circonda, vi troverete in una dimensione atipica e dal sapore fatale. Uno stile ricercato per chi ha deciso di decorare il proprio corpo scegliendo professionalità ed esperienza. Fatevi rapire dall’atmosfera dell’Absinthium Tattoo.

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